11 Agosto 2026
VENDEMMIA: UVE SANE E QUALITÀ ECCELLENTE; PREZZI E MERCATO RESTANO LE GRANDI INCOGNITE

Serve il catasto vitivinicolo, strumento strategico per fotografare il comparto e costruire una nuova politica di filiera

Uve sane e qualità eccellente, la vendemmia pugliese 2026 si presenta con caratteristiche qualitative eccellenti e con una stima di aumento della produzione di uva intorno al 10% rispetto allo scorso anno, grazie anche alle piogge invernali e primaverili che hanno garantito una buona riserva idrica ai vigneti e stanno consentendo alle piante di affrontare meglio la fase di maturazione, anche nei terreni più leggeri. Sono positive le prime stime di Coldiretti Puglia all’avvio della campagna vendemmiale regionale, con un quadro qualitativo favorevole, vigneti che mostrano un ottimo equilibrio vegetativo e una situazione complessivamente positiva anche nelle aree più sensibili agli stress climatici. Le precipitazioni dei mesi scorsi hanno infatti consentito alle piante di accumulare riserve utili per affrontare la fase estiva, favorendo una maturazione regolare delle uve.

Sul fronte sanitario il quadro è particolarmente favorevole, con una presenza molto contenuta delle principali malattie della vite e vigneti che si presentano generalmente puliti. Resta invece alta l’attenzione sugli insetti alieni, in particolare sulla cicalina, un fenomeno che negli ultimi anni ha spiazzato agronomi e viticoltori per la rapidità della diffusione e per le difficoltà iniziali nella gestione. Oggi, grazie a una maggiore conoscenza e a strategie di contenimento più efficaci – spiega Coldiretti Puglia - la situazione è più sotto controllo, ma rappresenta comunque un’ulteriore variabile negativa con cui il comparto vitivinicolo deve confrontarsi.

La vendemmia è partita dalle uve destinate alle basi spumante, con Chardonnay protagonista delle prime raccolte, per proseguire con le varietà bianche precoci e poi con le cultivar a maturazione più scalare – spiega Coldiretti Puglia – con il Moscato, il Primitivo e il Negroamaro, fino ad arrivare alle raccolte più tardive previste tra settembre e ottobre con Nero di Troia, Bombino Nero, Susumaniello e Aglianico. Una successione che racconta la ricchezza e la complessità del patrimonio viticolo pugliese, capace di offrire produzioni diversificate e fortemente legate ai territori.

“Dal punto di vista produttivo e qualitativo ci troviamo davanti a una vendemmia con elementi molto positivi – afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – perché le piogge invernali e primaverili hanno consentito ai vigneti di arrivare in una condizione migliore alla fase di maturazione. Ora però la priorità è affrontare il tema del mercato, perché resta una forte incertezza sul fronte dei prezzi e i produttori devono fare i conti con una situazione complessa, caratterizzata da una domanda stagnante e da costi di gestione del vigneto ancora elevati, dall’acqua alla difesa delle colture fino agli interventi necessari per fronteggiare gli eventi climatici. Serve intervenire rapidamente per riequilibrare il mercato, anche attraverso una distillazione straordinaria adeguatamente finanziata, così da ridurre le giacenze e creare le condizioni per riportare equilibrio lungo la filiera”. “Serve il catasto vitivinicolo che rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere la reale consistenza del comparto, dalle superfici alle produzioni fino alle potenzialità del territorio – aggiunge Cavallo – perché solo attraverso dati certi è possibile costruire una strategia di filiera capace di valorizzare la qualità, programmare le produzioni e rafforzare la competitività del vino pugliese”.

“La vitivinicoltura pugliese ha saputo negli anni costruire un patrimonio di qualità, identità e riconoscibilità sui mercati – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – ma oggi il settore vive una fase delicata, con una domanda più debole e difficoltà legate all’equilibrio tra produzione e mercato. Una vendemmia qualitativamente positiva deve essere accompagnata da strumenti in grado di sostenere il reddito delle imprese e salvaguardare gli investimenti fatti dalle aziende”.

Per Coldiretti servono interventi rapidi e coordinati per evitare che una difficoltà congiunturale possa trasformarsi in una crisi strutturale, attraverso misure per riequilibrare il mercato delle giacenze, un sostegno adeguato all’internazionalizzazione e strumenti capaci di incentivare innovazione e sostenibilità ambientale. È necessario inoltre valutare strumenti finanziari per accompagnare le imprese in difficoltà e consentire loro di proseguire nei percorsi di crescita.

Tra le priorità anche il rafforzamento dell’enoturismo, leva strategica per promuovere i territori vitivinicoli, favorire un consumo consapevole e creare valore aggiunto per le aziende – conclude Coldiretti Puglia – insieme a una maggiore semplificazione burocratica per ridurre tempi e costi nella produzione, promozione ed esportazione del vino pugliese.

SONDAGGIO

Per le tue vacanze estive, quale esperienza gastronomica cerchi di più?

Continuando con la navigazione in questo sito, accordi l'utilizzo dei nostri cookie. Approfondisci

Le impostazioni dei cookie in questo sito sono impostate su "permetti cookie" per permettere la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui l'utilizzo di questo sito senza cambiare le impostazioni del tuo browser o se clicchi su "Accetto" confermai l'autorizzazione di tali cookie.

Chiudi