2 Dicembre 2015
POMODORO/CAPITANATA

COMUNICATO STAMPA

E’ un’associazione inscindibile, si perché il 40% del pomodoro italiano viene prodotto in Capitanata. D’altro canto non poteva non essere così visto che la provincia di Foggia è leader nel comparto: più di 3000 produttori, circa 30.000 gli ettari impegnati per una produzione di oltre 22 milioni di q.li.
Non è stata una elencazione di dati statistici la convention di oggi tenutasi alla Camera di Commercio di Foggia ed organizzata dall’Anicav, ma un primo vero passo in avanti sulla realizzazione del distretto che non può che avere concepimento da questo territorio. E fa piacere che proprio l’Anicav sembra fare sul serio, ha fortemente invocato la presenza del Presidente Nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, così come dei vertici regionali della stessa associazione di categoria e naturalmente tutti accolti dal Presidente Provinciale di Coldiretti, Giuseppe De Filippo, che in prima persona e nella qualità di Presidente della Futuragri è fortemente coinvolto nella produzione del pomodoro. Lo ha dichiarato in apertura dei lavori quando è stato chiamato per il saluto iniziale. Da sempre, ha ribadito, ho creduto in questa produzione, forte anche delle tradizioni di famiglia, e da sempre mi sforzo affinché attraverso un percorso innovativo ed etico, il pomodoro non solo trovi forza e dia forza al territorio, ma possa rappresentare la certezza per il futuro dello stesso. Le difficoltà non mancano e non sono mancate, dai problemi legati al prezzo a quelli del lavoro, dalle innovazioni tecnologiche introdotte, che solo da qualche mese sono state riconosciute dalle istituzioni ai fini delle erogazioni di carburante, alla specializzazione sulla coltura. Insomma, ha concluso De Filippo, i presupposti ci sono tutti affinché le parti storicamente contrapposte (trasformatori e produttori) provino ad avvicinarsi con reciproci sacrifici a tutela del territorio, a tutela del made in Italy, a tutela della legalità, a sostegno della eticità. Nell’intervento del Presidente Moncalvo sono stati brillantemente recuperati questi concetti ed è partita la richiesta ufficiale di sedersi al tavolo, ma non considerandolo come strumento per raggiungere un accordo, lo strumento è rappresentato come sempre dalla volontà delle parti di desiderare l’accordo. Che deve essere anche sostenuto dalla volontà delle parti di sensibilizzare i governi, quello nazionale e regionale, sull’applicazione delle norme che una volta per tutte riconoscano valore alla filiera. D’altro canto è una filiera che viene da lontano e che nella realizzazione di un distretto che coinvolge due regioni storiche sotto questo aspetto può rappresentare la svolta. Per i produttori e per i trasformatori. E una volta per tutte, prosegue Moncalvo, bisogna valorizzare e premiare chi produce secondo sani principi, chi rispetta le norme lavoristiche e chi nella legalità decide di continuare. Ecco, conclude Moncalvo, questi comportamenti sono il futuro della storia di un prodotto e sono il futuro del mondo della trasformazione che deve puntare decisamente a farsi riconoscere dal mercato che nel vero Made in Italy non c’è solo la materia prima, ma legalità, eticità e territorio.
Grande apprezzamento per l’intervento del Presidente Moncalvo dalla platea e dalla stessa associazione dei trasformatori (Anicav) che si è dichiarata disposta a ricercare già dalla prossima campagna un accordo che vada in questa direzione. E’ l’ora di fare cartello, questa giornata, afferma Antonio Ferraioli, Presidente dell’Anicav, è la dimostrazione che la volontà c’è.
Sostegno al confronto ed allo spiraglio apertosi è arrivato anche dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Leo Di Gioia, che ancora una volta ha ribadito che la Istituzione è presente, desidera che si determinino le certezze per il mondo produttivo, anche perché non vi sarebbe altra alternativa, e soprattutto perché è finita la stagione di dire le cose tanto per parlare, noi come Regione siamo intrisi di un linguaggio nuovo, vero, leale e il mondo economico deve fare altrettanto.

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