15 Ottobre 2021
ITALIA MODELLO NELLA UE PER L’IMPRENDITORIA AGRICOLA FEMMINILE

Si rafforza e si qualifica la presenza delle imprenditrici in agricoltura e il cambio di passo è stato riconosciuto anche a livello delle istituzioni europee nel quadro delle strategie per il Green Deal. “Il ruolo delle donne nella costruzione del modello agricolo europeo viene finalmente riconosciuto – ha affermato Floriana Fanizza, responsabile nazionale Donne Impresa Coldiretti, in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali, promossa il 15 ottobre- per la prima volta, infatti, la parità di genere entra a far parte degli obiettivi strategici della Politica Agricola Comune. Ma questo riconoscimento va sostenuto con adeguate misure politiche, finanziare e infrastrutturali, sia da parte delle istituzioni europee che da parte dei Paesi membri”. Le donne in agricoltura hanno percorso molta strada dal 2007, quando è stata istituita con una risoluzione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, la Giornata internazionale delle donne rurali. La risoluzione riconosce “il ruolo chiave delle donne rurali nel promuovere lo sviluppo rurale e agricolo, e nel contribuire alla sicurezza alimentare e alla eliminazione della povertà rurale”.

Oggi le titolari donne di aziende agricole rappresentano circa il 27% del totale , guidano aziende innovative, di medie dimensioni, mentre sono sempre di più le giovani attratte dall’avventura dell’imprenditoria agricola. L’imprenditoria femminile agricola del nostro Paese, che tra l’altro a livello numerico è la più significativa in Europa, si confronta con dei passaggi decisivi delle politiche agricole e della nuova missione dell’agricoltura. La diminuzione del sostegno ai prezzi, l’orientamento verso la multifunzionalità, la sostenibilità del modo di produzione agricolo rappresentano, in questo senso, indirizzi fondamentali. Le donne hanno mostrato in questi anni particolare propensione per la multifunzionalità, la sostenibilità, l’ambiente, la difesa del territorio e la cura della persona.

Nell'Ue, precisa Coldiretti, le donne rappresentano circa il 30% del numero totale di proprietari o gestori di aziende agricole, mentre circa l'80% è classificato come "moglie di agricoltori". Anche a livello europeo è dunque necessario un maggiore sostegno per motivare e incoraggiare le donne agricoltrici ad assumere un ruolo più importante nel settore agricolo, al fine di rafforzare l'innovazione e lo sviluppo. E per centrare questi obiettivi l’agricoltura italiana può rappresentare un modello. Per celebrare la giornata internazionale delle donne rurali, alcuni appuntamenti affrontano tematiche di rilievo nell’agenda su donne e agricoltura.

A Bruxelles, alla riunione della Commissione Femminile del Copa-Cogeca, l’associazione delle organizzazioni agricole europee, Francesca Gironi, componente dell’ufficio di presidenza del Comitato femminile del Copa-Cogeca e responsabile regionale di Donne Impresa Marche, ha evidenziato come le imprese al femminile abbiano anticipato in Italia le direttive più recenti in tema di sviluppo sostenibile, declinando le innovazioni in campo produttivo, tecnologico e digitale a favore della sostenibilità ambientale e sociale.

“Le donne che fanno impresa, in tutti i settori sono, in misura significativa, più attente degli uomini agli aspetti etici della produzione e dell’attività di impresa – ha sottolineato Fanizza - e alle relative ricadute sociali, ambientali e al benessere delle comunità in cui operano: in agricoltura questa propensione trova la sua massima attuazione, grazie alla multifunzionalità delle aziende e all’utilizzo delle innovazioni tecnologiche, produttive e digitali nel senso della salvaguardia delle risorse naturali e dell’incremento del benessere sociale. La multifunzionalità delle aziende agricole femminili è quindi uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici europei posti dal Green Deal”.

In un evento online, promosso il 15 ottobre, riflettori sul contributo femminile nell’Agri-tech: il progetto SmartAgriHubs organizza un evento online sul tema Gender in Agri-Tech, in collaborazione con il progetto Demeter, a cui la Confederazione aderisce supportata da Ager e con altri progetti di ricerca sulla digitalizzazione dell’agricoltura.

In prima fila Federica Basile, imprenditrice calabrese della Cooperativa Agricola “Fattoria della Piana” che opera nella Piana di Rosarno, componente del Coordinamento Donne Impresa Reggio Calabria. Federica è stata finalista Oscar Green 2021 nella categoria Sostenibilità: dopo aver lavorato come Operation Manager di Amazon, Federica è tornata nella sua terra natale e si è messa alla guida di una delle fattorie più high-tech del Sud Italia. Nella sua azienda l’innovazione è stata declinata nel senso della sostenibilità (tutti gli scarti agricoli vengono utilizzati per produrre altre risorse) e dell’empowerment femminile.

Il progetto di ricerca SmartAgriHubs è volto a favorire la trasformazione digitale agricola attraverso i Digital Innovation Hub, organismi composti di diversi attori provenienti da diversi ambiti (laboratori, centri di ricerca, enti finanziatori...) ma che si presentano all'azienda come sportello unico di accesso alla sperimentazione, alla consulenza, al networking.

All'interno di questo progetto è stata attivata una task-force sulla parità di genere, nata per rispondere a due domande: perché nelle aziende coinvolte nelle iniziative di questi progetti, i capi azienda sono per lo più uomini? Perché ci sono così poche donne con competenze specifiche digitali, a prescindere dal settore?

Secondo Fanizza il tema è di cruciale importanza visto il rischio di un aumento del divario di competenze digitali tra uomini e donne. Uno studio della Commissioni europea indica che su 1000 donne laureate solo 24 hanno titoli relativi al settore ICT, e di queste solo 6 proseguono in un lavoro nel settore digitale. Questo dato è addirittura peggiorato negli ultimi anni, indicando un rischio di aumento della povertà delle donne, dovuta a minori opportunità di trovare impieghi di qualità a seguito della rivoluzione digitale del mondo del lavoro.

Anche in agricoltura dunque la rivoluzione digitale deve vedere le donne protagoniste.

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